Archivi del giorno: 8 marzo 2012

In Prog we Trust! Impressioni sul progressive rock come da copione-[KFM]


Il Rock è morto? Bella domanda. La questione musicale degli ultimi 50 anni continua a tormentare la playlist di ogni radio che si rispetti.  Poteva mancare Border Radio?

“Si, per la puttana! ” dirà  molto probabilmente la maggior parte di voi, quella che ancora crede nel potere divinatorio dei Radiohead, o nei reflussi gastro-intestinali del punk e post punk. E con qualche sgarbo alla poetessa Patti Smith, straordinaria in tutto ma che col rock ha sempre avuto poco a che fare, oggi vi portiamo alla deriva colta del rock, quello ragionato con la parte sinistra del cervello, quello che di solito viene archiviato con puzza sotto il naso come sterile esibizione tecnica. Oggi vi parliamo di progressive rock, attraverso quelle che sono le personali pietre miliari dell’autore, per capire che a volte non bastano 3 accordi ed un loop per toccare l’anima.

Testi: http://olafspencer.wordpress.com/

PLAYLIST:

Sebastien Gramond – WEIRD JAM WITH THE HOLOGRAMONDS

Mechanical Butterfly – L’ACROBATA DEL DESERTO

It-Alien – PARALLEL THOUGHTS

Sebastien Gramond – BOEING TO SLEEP

Sebastien Gramond – THE LADY WAS A SLUT

It-Alien – RATIONALLY IRRATIONAL

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Non per sole donne….. Il Teatro Valle occupato nella testimonianza di Hossein Taheri, Fabrizio Gifuni con il suo Gadda va alla Guerra, e lo spettacolo Sex Machine (no, non si riferisce a Gifuni) e … scusate se è poco! [TEATRI D’ITALIA]


Nella giornata internazionale della donna Teatri d’Italia parlerà di donne ma non solo. Per non fare di questa giornata di lotta e rivendicazione un mero simulacro o peggio una festa consumistica, (niente contro pizza e birra con le amiche e mimose… ma può essere solo questo?) occorre andare a cercare il terreno fertile in cui oggi nascono le nuove istanze, i luoghi dove succedono le cose, perché è anche lì che ci si batte affinché non si dimentichi, affinché ciò che oggi ci sembra scontato (ma che tale non è) in termini di diritti e di libertà (delle donne ma non solo), di crescita culturale e civile continui a costituire il nostro orizzonte di uomini e donne del XXI secolo. Ed è per questo che oggi vogliamo occuparci dell’esperienza del Teatro Valle Occupato, facendocela raccontare da uno dei protagonisti della prima ora, Hossein Taheri, attore e light designer, uno che è stato testimone del passaggio dalla frustrazione e dalla sconfitta alla nascita del possibile ed è per questo che accogliamo con onore e piacere la presenza (per quanto solo in collegamento via skype) di Fabrizio Gifuni, uno dei più bravi, originali e maturi artisti della scena italiana. Fabrizio ci parlerà di Gadda va alla guerra, il secondo spettacolo di un suo dittico (sua la drammaturgia, mentre la regia è di Giuseppe Bertolucci)  dedicato alla memoria del nostro essere italiani, che continua a girare per i teatri italiani da più di due anni, inoculando anticorpi e forme di riflessione critica più che mai necessarie al nostro belpaese piuttosto malridotto. E poi per finire… ultimo ma non per importanza, Sex machine, uno spettacolo tutto al femminile, un one woman show, con una bravissima Giuliana Musso, in grado di passare da abiti femminili a maschili e viceversa con una credibilità e disinvoltura che lasciano senza fiato. A parlarcene sarà la nostra Antonella Valoroso, portatrice sana di stimoli e di domande. Come potete mancare?

Il teatro Valle Occupato, la pagina con le news in tempo reale

Gadda va alla guerra, intervista con Fabrizio Gifuni

Per saperne di più su Hossein Taheri

Lo spettacolo Sex Machine


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